Da un eccesso ad un altro
Oggi vorrei fornire una prospettiva diversa, sebbene emotiva, quindi sfavorevole per non dire antitetica alla programmazione finanziaria e patrimoniale di ognuno: l’indifferenza, che comunque è migliore di molte altre, come ad esempio l’eccessiva apprensione spesso figlia di notizie sensazionalistiche di tg, alle quali non si riesce a “fare la tara”…
Ormai siamo bombardati costantemente da notizie di conflitti, tensioni internazionali e crisi umanitarie. Con il ritorno in scena di Trump dobbiamo anche fare i conti con la guerra commerciale.
C'è quindi una sovraesposizione a scenari bellici che tende a portare gli individui all'assuefazione, una nuova ABITUDINE: le persone si abituano appunto a sentire parlare di guerre e la percezione della gravità e delle relative conseguenze tende a diminuire.
Anche i mercati finanziari sono ormai assuefatti alle tensioni geopolitiche e metabolizzano velocemente le notizie dai vari fronti di guerra. Anche se i tg fanno apparire questo fenomeno in modo diametralmente opposto con i mitici "BRUCIATI Xmila milioni di euro...", così non è:
Ecco le performance dei principali indici azionari da inizio anno… (*fonte investing.com)

Molti continuano a stupirsi nel vederli quasi tutti in territorio positivo: l'effetto shock sulle Borse, quando scoppia un conflitto o s'innesca una escalation di uno già esistente, si esaurisce sempre più rapidamente, in pochi giorni o anche in poche ore. Dalle prime esplosioni di missili israeliani riecheggiate a Teheran giorni fa, le Borse mondiali (sulla base dell'indice Msci World) non hanno perso terreno e sono sostanzialmente in parità. Dagli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 lo stesso indice globale ha messo a segno un risultato positivo di oltre il 40 per cento. E anche dall'invasione russa in Ucraina, nel febbraio del 2022, i principali listini azionari guadagnano sensibilmente:
l'indice americano S&P500 +49%, lo Stoxx europeo +33%, mentre la Borsa italiana registra un risultato imponente del +73%.
Ma le guerre a lungo andare possono innescare recessioni o esacerbarle, influenzando negativamente la fiducia degli investitori e causare ripercussioni sui mercati azionari. Un esempio? Alla luce dei recenti accadimenti che cosa succederebbe se l'Iran dovesse chiudere lo stretto di Hormuz, dove transita ogni giorno oltre un quarto dell'offerta mondiale di petrolio? È la domanda che in tanti si pongono.
Le guerre possono interrompere le catene di approvvigionamento globali, causando aumenti dei costi per le imprese e di conseguenza ridurre la loro redditività. Una diminuzione dei profitti aziendali che nel tempo si traduce in un calo del valore delle azioni.
A tirare troppo la corda c'è il rischio che si spezzi.
Ecco il primo estremo: indifferenza o eccesso di fiducia Non bisogna disconnettersi totalmente dai propri investimenti, solo perché finora le Borse hanno sempre reagito in positivo, anche dopo pochi giorni, ai venti di guerra che ormai soffiano in diverse parti del Globo. L'assuefazione non deve sfociare in un totale mancato interesse verso le dinamiche economico-finanziarie.
Senza avere reazioni emotive sconnesse, gli investimenti vanno comunque sempre seguiti: sono i nostri sudati risparmi.
La sfida è quindi nel mantenere viva l'attenzione e la sensibilità, senza cadere nell’indifferenza o peggio nella PAURA che sia giunta la fine del mondo per come lo conosciamo e quindi “vendiamo tutto!!!”, scelta deleteria per il 99,9% delle volte.
L’ideale è un giusto compromesso tra questi due estremi considerando che:
Va da sé che avere chi “vigila” sugli investimenti e supporta le decisioni economico finanziarie che li riguardano diventa importante, in ogni senso.
Sia per monitorare ma anche per evitare che una qualsiasi razione emotiva provochi scelte sconvenienti che rimettano in discussione quella programmazione che con metodo aiuta a superare nel tempo qualsiasi crisi finanziaria, indipendentemente da cosa la abbia originata.
Ps: i mercati azionari hanno recuperato da inizio anno, ma per seguire il loro trend occorre (pianificandolo anticipatamente) comprare durante i cali altrimenti servirà un tempo maggiore (rispetto al mercato di riferimento) per un recupero completo. Ho parlato proprio di questo argomento nel mio articolo di cui allego il link:
https://dariobiondi.it/blog/metodo-finanzasemplice-9JRgB
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