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“I mercati non dormono mai” recitava Michel Douglas nel celebre film Wall Street del 1987, bisogna stare sempre vigili; un parallelismo me lo concedo considerando le nostre ferie e la necessità professionale di essere sempre informato per permettere a tutti di capire (meglio).

Dopo aver ascoltato a qualche TG la parola Lehman Brothers non potevo non scrivere. Dobbiamo essere ben consci che le informazioni fornite dai principali TG e stampa NON specializzata sono cariche di sensazionalismi (soprattutto in Agosto!), questo il motivo di voler fornire una mia sintesi informativa dovuta alla lettura ed all’ascolto di analisti finanziari ed economici, che parlano appunto con cognizione di causa.

Evergrande è un colosso immobiliare Cinese quotato su diverse borse mondiali. In crisi dal luglio del 2021 (ricordate?). Ha reso ufficiale che il complesso processo di ristrutturazione interna sta avanzando. Nel frattempo, negli Stati Uniti, dove l’azienda è quotata a Wall Street, ha presentato una richiesta formale di avvio di una procedura di fallimento. L’azienda ha voluto evidenziare che si tratta di una procedura standard per la ristrutturazione del debito offshore e non va confusa con una vera e propria richiesta di fallimento ed ha infine voluto chiarire che sta proseguendo con determinazione secondo la pianificazione prestabilita.

Secondo alcuni analisti, il piano di debito di Evergrande potrebbe essere aiutato dalla cessione della quota del produttore di veicoli elettrici. Il ramo di azienda  di Evergrande dedicato a tela produzione e commercializzazione ha accettato infatti di vendere una quota di circa il 28% a NWTN. Questa startup con sede a Dubai investirà 500 milioni di dollari in China Evergrande New Energy Vehicle Group Ltd. in cambio di azioni e della maggioranza del consiglio di amministrazione.

Nelle ultime settimane poi le autorità cinesi hanno intensificato gli impegni per sostenere il settore immobiliare, anche se gli analisti sono scettici sul fatto che le misure saranno sufficienti per rilanciare il mercato in tempi brevi. Infatti uno strumento utilizzato per rilanciare il mercato immobiliare e l’economia in generale è il taglio dei tassi di interesse (esattamente l’opposto di ciò che stiamo vivendo in Europa ed in USA!). Con una mossa a sorpresa, la People’s Bank of China ha effettuato il taglio più netto in tre anni. A partire da giugno, 100 città cinesi su 343 hanno abbassato il tasso minimo dei mutui per nuove case, ha affermato giovedì la PBOC nella sua relazione trimestrale sulla politica monetaria. 

Per diversi analisti esperti sulle analisi inerenti i mercati emergenti asiatici e la Cina in particolare, è prevedibile una qualche forma di facilitazione da parte del governo per mantenere l’ordine durante la ristrutturazione del debito o anche in un potenziale scenario di default. “Ci sono già stati segnali in questo senso, afferma Roy Diao, con il governo cinese che ha centralizzato le cause contro Evergrande in un tribunale di Guangzhou nel tentativo di ridurre le interruzioni operative, e ha anche coordinato la negoziazione degli stakeholder per riprendere i lavori di alcuni progetti immobiliari. Dato che i politici hanno già maturato precedenti esperienze in grandi ristrutturazioni come Anbang Insurance, ci aspettiamo che la crisi creditizia di Evergrande possa essere gestita dai regolatori senza incorrere in rischi di contagio concreti per l’economia in generale”.

Non vede un maxi-intervento governativo neppure Tom Wilson, analista, per il quale, visto il comportamento tenuto finora dall’esecutivo, un’azione di salvataggio dell’azienda o un suo fallimento scomposto sono scenari ugualmente improbabili. “Crediamo piuttosto che si cercherà di limitare le ricadute economiche e di salvare alcuni creditori – sostiene -. Il modello di business del mercato immobiliare cinese è quello della prevendita. Di conseguenza, l’inadempienza di Evergrande lascerà un gran numero di acquirenti di case senza gli appartamenti per cui hanno già pagato. Ci aspettiamo quindi che il governo ripartisca i progetti di Evergrande, chiedendo a imprese statali o semi-statali di subentrare. Questo sta già accadendo, per esempio, a Shenzhen. Le banche potrebbero dover subire svalutazioni sui loro prestiti a Evergrande ma, nel lungo termine, le perdite dovrebbero essere limitate poiché i prestiti dovrebbero essere per lo più garantiti. Infine, le autorità provinciali sosterranno probabilmente anche gli appaltatori e i fornitori di Evergrande”.

Chiaramente la ristrutturazione di un debito per una società enorme come Evergrande non è certo cosa semplice e di sicuro avrà impatti sull’economia cinese.         A ciò si aggiunge ed è evidente quanto tutto ruoti anche attorno alla situazione politica USA – CINA. Un’altra certezza è che la cosa sarà necessariamente gestita dalle autorità locali affinché qualsiasi scenario provochi il danno minore evitando qualsiasi contagio (che brutta parola…).


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