Si è conclusa la riunione della BCE che ha deciso di portare i tassi d'interesse ai massimi dal 2001 rispettivamente al 4,00% per le operazioni di rifinanziamento principali, al 4,25% per le operazioni di rifinanziamento marginale e al 3,5% per i depositi.
L'Eurotower si aspetta che l’inflazione complessiva si attesti in media al 5,4% nel 2023, al 3,0% nel 2024 e al 2,2% nel 2025, mentre per quanto riguarda la componente di fondo si dovrebbe collocare al 5,1% alla fine dell'anno, per poi ridursi al 3,0% nel 2024 e al 2,3% nel 2025. [investing.com]
L’inflazione “is too high for too long” questo il pensiero della BCE, che ribadisce come ogni meeting produrrà una scelta dettata dai “numeri grandi” in prims dall’andamento dell’inflazione, costantemente monitorata.
I mercati stanno già scontando questo aumento ed anche quello prossimo a luglio, per questo continua una fase di “lateralità” tendente al rialzo .
Questo certamente non giova all’economia della zona euro. In USA, dove l’aumento dei tassi è iniziato prima, nel corso dell’ultima riunione la FED ha deciso per una pausa momentanea ma ha al contempo comunicato un obiettivo più alto in merito al livello dei tassi in quanto l’inflazione core non sta diminuendo come invece desideravano.
Ripeto quanto scritto già precedentemente: gli investitori obbligazionari devono solo aspettare, i tassi alti sono una manna. Sapendo che dovranno calare nel corso dei prossimi 12/18 mesi (così è previsto dalla maggior parte degli analisti e case di gestione), hanno adesso la possibilità finalmente di vedere rendimenti reali positivi e, a tendere, molto maggiori del tasso di inflazione. Quell’area che nella pianificazione chiamiamo “riserva” farà decisamente ed egregiamente il suo compito di mantenere il potere di acquisto delle risorse qui investite!
Non a caso in USA molta, moltissima della liquidità dei conti correnti è affluita su fondi monetari ed obbligazionari di qualità perché il rendimento intrinseco è “scritto” proprio in virtù del livello attuale dei tassi. Anche in Europa si sta assistendo allo stesso fenomeno; in Italia meno ma comunque molti risparmi italiani sono confluiti nei cari (nel senso graditi) BTP... le implicazioni in merito all'aumento del debito pubblico, al rendimento reale spesso negativo e del bias cognitivo definito come "effetto gregge"* ne parlerò privatamente con chiunque intenda approfondire.
Lato azionario non sono (solo) i settori propri di questo ciclo economico (restrittivo) ad esprimere rendimenti positivi, ma anche quelli propri del ciclo economico precedente.
Il Nasdaq non è l’unico ad avere una performance a doppia cifra da inizio anno, stanno preformando bene anche i settori della robotica, tutto l’universo sostenibile ESG, l’indice europeo core ed altri ancora...
Attenzione però: le banche centrali sono ancora molto preoccupate per l’inflazione core che si sta mantenendo ancora alta e persistente, cosa che pesa molto sul bilancio delle imprese, delle famiglie e degli Stati. I dati sull'economa in generale sono rivisti al ribasso per il 2023!
Inoltre il conflitto russo ucraino è tutt’altro che terminato… l’invito quindi è alla prudenza, alla accortezza, al confronto con chi vi segue, allo studio di eventuali acquisti graduali su alcuni settori azionari, al riposizionamento, alla pianificazione, consapevoli oggi di avere in portafoglio una parte prudente (obbligazionaria) di strumenti finanziari che (finalmente) si esprimerà a dovere.
*- si definisce effetto gregge in finanza comportamentale quando un investitore ignora le proprie informazioni e segue solo le decisioni prese da altri investitori. Della serie: se lo fanno tutti, andrà bene anche per me! In pratica non si procede ad una analisi orientata ad i propri obiettivi, ma sia affida alle scelte fatte dalla maggioranza o indotte da altri.
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