Con questa mia pillola vorrei provare a rendere chiari alcuni concetti e dinamiche:
Cosa si intende per inflazione
Cosa genera inflazione
Quali i mezzi per contenerla
Quali le relazioni tra inflazione, obbligazioni ed azioni
e quindi?...
L’inflazione sappiamo che rappresenta l’incremento dei prezzi nel tempo.
La conseguenza più grave dell’inflazione è la perdita del potere di acquisto della moneta: nel 2021 spendevo 70 euro per fare il pieno di benzina, a marzo 2022 con 70 euro riempivo meno di tre quarti del serbatoio.
Il tasso annuo di inflazione (dei prezzi al consumo) è la misura dalla crescita media dei prezzi di un paniere di beni rappresentativo dei consumi della popolazione. È importante sapere che un’inflazione elevata non porta mai nulla di buono. Soprattutto perché si comporta a “spirale” e quindi si autoalimenta.

Da cosa è scatenata l’inflazione?
In generale da fattori come:
- l’improvvisa scarsità di una materia prima;
- la facilità di accesso al credito e quindi la quantità di moneta in circolazione;
- gli embarghi commerciali verso paesi produttori di beni a basso costo
Come si può intervenire per interrompere la spirale inflattiva?
Qui interviene il ruolo delle Banche Centrali. La principale arma di controllo dell’inflazione è il livello dei tassi di interesse.
Il tasso di riferimento di un paese è infatti stabilito dalla Banca centrale di quel paese e rappresenta il parametro per la definizione delle principali operazioni di rifinanziamento. Esso determina il costo del denaro che si ripercuote sul costo del credito concesso a famiglie e imprese.
Le Banche Centrali, se l’economia rallenta, abbassano i tassi di interesse per stimolare la richiesta di prestiti di aziende e consumatori in modo tale che gli uni producano di più e gli altri consumino di più. Se l’economia accelera troppo velocemente, causando ripercussioni eccessive sui prezzi (inflazione Buona), oppure se i prezzi salgono per altri motivi (come è accaduto nel corso del 2022, inflazione Cattiva), alzano i tassi di interesse in modo da rendere più costoso chiedere a prestito il denaro e quindi frenare consumi e investimenti.
I consumi diminuiscono, quindi cala la Domanda, quindi i produttori devono ridurre i prezzi. (I prezzi potrebbero diminuire anche in caso di forti quantità di beni invendute).
In più, diminuendo le aspettative di inflazione, i lavoratori hanno meno timore di perdere il potere d’acquisto della moneta e quindi in teoria avranno meno pretese di incrementi salariali, contribuendo così ad interrompere il meccanismo della spirale inflattiva.
Veniamo adesso ai risvolti positivi…
Tassi e rendimenti obbligazionari
Il rendimento che fruttano i titoli obbligazionari cresce al crescere del tasso di riferimento stabilito dalle Banche Centrali. Questo accade in quanto le obbligazioni e i titoli di stato non sono altro che un prestito che fa l’investitore a chi emette il titolo. Se aumenta il costo di un prestito bancario, ovviamente aumenta anche quello di un prestito obbligazionario e quindi il rendimento per chi “concede il finanziamento”.
Inflazione elevata che fare…
La scelta migliore non è certo quella di tenere i propri risparmi liquidi sul conto corrente in quanto in questo modo si subisce appieno la perdita del valore di acquisto.
Ma se i mercati azionari e obbligazionari scendono, investendo, perdo due volte! Sì, guardando a come si sono comportati tutti i listini nel 2022, è vero.
Ma è vero solo per il breve termine.
Nessuno può sapere se il mercato ha raggiunto il punto di minimo, quando si stabilizzerà se e quando farà dei rally di breve respiro oppure riprenderà a crescere in modo duraturo. Ma lo farà. Già nell’arco del 2022 si sono verificati degli ottimi punti di ingresso e ci saranno ancora, sia sui mercati azionari che su quelli obbligazionari. Quindi fare dei versamenti ricorrenti su un portafoglio diversificato ed investire in maniera disciplinata è ciò che permette di far fruttare i propri risparmi recuperando il potere d’acquisto nel tempo. (Ciò è un punto determinante nella pianificazione finanziaria)…
Quindi, ritornando alle buone notizie sull'inflazione nell'area dell'euro e negli Stati Uniti, il fatto che l'inflazione stia diminuendo più del previsto a livello globale potrebbe spingere le banche centrali ad aumentare i tassi di riferimento di politica monetaria meno di quanto sembravano "promettere" oppure o anche più lentamente. I tassi di mercato a medio e lungo termine hanno iniziato quindi a diminuire ed i prezzi delle obbligazioni ad aumentare. Il rischio percepito dagli investitori istituzionali (e non) che tassi troppo alti incidano negativamente sulla crescita economica è diminuito, contribuendo all'aumento del prezzo delle azioni. Questo è quello che stiamo vivendo da inizio 2023 ad esempio…
Detto questo, quindi, non tutto viene per nuocere: finalmente la parte prudente dei nostri portafogli da quest’anno ricomincerà ad avere un rendimento medio interessante e, in tendenza, a far mantenere il potere di acquisto dei nostri averi. Uno scenario in termini di rendimenti obbligazionari che non si vedeva da 7/8 anni (vi allego una foto…)

Rimando ai miei precedenti articoli su cosa è avvenuto storicamente (non statisticamente) dopo anni molto negativi ... CLICCA QUI
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