Nell’ambito della gestione del patrimonio, negli anni, è risultato sempre più evidente lavorando fianco a fianco dei miei assistiti, quanto sia importante per loro e per le loro famiglie il concetto di serenità.
Dopo l’anno 2022, con tutte le scosse che ha portato, non è facile parlare adesso di serenità, ma come detto più volte, con una pianificazione finanziaria valida, sebbene non dall’oggi al domani, tutto è sistemabile. Sempre.
Leggendo il 24ore di sabato ho appreso delle difficoltà enormi che ha avuto una successione gestita presso un importante istituto bancario. Per un cc di 33.000€ ci sono voluti mesi per svincolare le somme.
Le solite banche! Penseranno i più… Non è così invece.
Il de cuius aveva “solo” una decina di eredi, che tra loro neanche si parlavano, né addirittura alcuni si conoscevano e di cui una emigrata e residente in Australia, deceduta durante la pratica di successione.
A qualcuno potrebbe venire in mente che esiste la possibilità di esenzione dalla dichiarazione di successione per patrimoni mobiliari inferiori a 100.000€ ed in assenza di immobili, ma ricordo come il nostro ordinamento preveda esenzione qualora la successione avvenga per linea esclusivamente retta. La presenza di un parente in linea collaterale fa decadere immediatamente questo, chiamiamolo, “beneficio burocratico”.
In breve, per riuscire a svincolare la somma sono trascorsi numerosi mesi, complice anche il decesso di un erede e l’individuazione di chi avrebbe dovuto subentrare.
Certo non è un argomento allegro, ma quando lo affronto ascolto risposte molto “variopinte” il che non presuppone che siano sbagliate, tutt’altro.
Tuttavia noto come avere delle informazioni in più non solo aiuti a rendere attuabili le varie volontà, ma spesso fa riflettere e rendersi conto che quanto si crede che accada, non è quanto poi accadrà.
Esistono ad esempio molti tipi di famiglie ed i diritti in caso di matrimonio, unioni civili, convivenze di fatto o contrattualizzata sono molto diversi, o meglio in alcuni casi proprio assenti… La loro conoscenza e soprattutto sapere che in Italia esistono quote differenti di legittima a seconda che la successione sia testamentaria o meno, è fondamentale.
Un convivente non ha diritto alla pensione di reversibilità ad esempio; in un matrimonio senza figli, il coniuge superstite se non nominato da testamento come erede unico ed universale dividerà l’eredità con i suoceri o i cognati o entrambi.
Un single con genitori in vita non può escluderli dalla eredità, ad esempio, neanche mediante testamento. A loro il codice civile riserva sempre una quota di legittima.
Attenzione poi a come si scrive un testamento* (non serve per forza un notaio)… E’ un atto liberale ma se non rispetta certi vincoli può non solo essere nullo ma impugnato da chi si sente delegittimato il che comporta che quanto disposto si blocca fino a che non viene fatta chiarezza (legalmente parlando).
Lasciare un patrimonio indiviso soprattutto immobiliare potrebbe non solo creare attrito tra gli eredi ma anche aumentare i costi di una successiva divisione.
Anche in ambito finanziario è bene valutare il proprio patrimonio “guardando oltre”. Per molti motivi, tra cui:
- stabilire una divisione di quote anche ideale o di massima
- si può pensare a come eventualmente ridurre gli oneri fiscali di una successione
- si possono ottimizzare i tempi di svincolo dei capitali
Le polizze ad esempio rivestono ad oggi una soluzione ed un mezzo importante per la pianificazione patrimoniale. Non solo il disposto normativo le rende esenti dalle imposte di successione ma con la designazione dei beneficiari, potendo anche decidere aprioristicamente le percentuali spettanti, si determinano già i propri eredi/beneficiari e quanto spetterà a ciascuno di loro. Sono un eccellente strumento in tale ambito anche per i tempi di svincolo, in quanto le polizze a vita intera non devono essere dichiarate in successione e, salvo casi particolari, a seguito del decesso dell’assicurato, pagano al beneficiario in 30gg.
E’ chiaro che l’utilizzo di una polizza va contestualizzato ed approfondito caso per caso in quanto tema delicato e che necessita di numerose premesse ed argomentazioni.
Poniamoci le domande giuste e facciamolo con un interlocutore (o più interlocutori) competenti.
Guardare oltre significa anche “buttare un occhio” agli oneri fiscali che dovranno essere sostenuti…
Infine troppo spesso sento i figli dei miei clienti chiedermi: “posso mettere la firma? Sai non si sa mai…” oppure ricorrono ad una procura per poter compiere atti in nome e per conto dei genitori, oppure ancora trovo situazioni con amministratore di sostegno l’unico figlio che impazzisce per districarsi tra istanze al giudice tutelare… Tutte situazioni dettate dall’emergenza del momento e non pianificate, gestibili certamente, ma non certo con… serenità
*approfondimento:
Il testamento è un negozio giuridico con queste caratteristiche:
unilaterale: esprime solo la volontà del testatore (la persona che fa testamento)
personale: chi fa testamento è l’unico soggetto legittimato a porlo in essere – perché non è ammessa nessuna forma di rappresentanza
non «ricettizio», ma revocabile e formale: si deve fare in una delle forme previste dalla legge, altrimenti è nullo.
Il testamento può essere ordinario o speciale:
- ordinario
- testamento olografo (scritto di pugno dal testatore)
- testamento redatto con atto del notaio – che a sua volta può essere pubblico o segreto
- speciale: particolare forma di testamento pubblico, riconosciuta solo per situazioni o circostanze eccezionali
Nell’ambito di tutto questo torna utile conoscere anche il concetto di “legato”, cioè l’attribuzione mortis causa di un bene o un diritto che era in capo al defunto.
Diffondi questo contenuto

