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Il 2022 è stato un anno particolarmente complesso per gli investitori, in particolare per quelli più conservativi per via dell’andamento eccezionalmente negativo del comparto obbligazionario.

Molti dei fattori che hanno pesato sul 2022 si stanno attenuando, altri restano incerti, ma nel complesso si sta delineando uno scenario che lascia spazio ad un approccio più costruttivo per il 2023.

Gli interventi delle banche centrali contribuiranno a ridurre la volatilità e la correlazione tra azioni e obbligazioni; anche il rilassamento della politica di intransigenza verso il Covid in Cina e la pausa nel rafforzamento del dollaro tolgono pressione alle aree emergenti.

Il 2022 che sta per concludersi vede la maggioranza delle asset class consegnare rendimenti negativi, ad eccezione delle commodity (materie prime) e del dollaro, che tuttavia non sono stati immuni dalla volatilità che ha caratterizzato l’anno.

Le motivazioni alla base di questa ondata negativa, in una estrema semplificazione, sono da ricercarsi principalmente in tre fattori che, agendo contemporaneamente, hanno amplificato i rispettivi effetti:

1. livelli di inflazione storicamente e sorprendentemente elevata,

2. restrizione simultanea e aggressiva della politica monetaria da parte delle principali Banche Centrali,

3. fattori geopolitici (guerra russo-ucraina e politiche cinesi).

Ci affacciamo però adesso al 2023 con una migliore visione prospettica per l’allentamento di alcuni dei fattori che hanno pesato sul 2022:

il picco dell’inflazione sarà superato

nel corso del primo semestre si dovrebbero ridurre i rialzi dei tassi delle principali banche centrali mondiali

allentamento delle restrizioni in cina con effetto positivo della riapertura dell’economia

maggior prevedibilità nel comportamento delle banche centrali

 

Ciò detto, ci dovrebbero essere le basi per una maggiore visibilità ed una prosecuzione più ordinata e lineare della pianificazione finanziaria effettuata; finalmente ad esempio torneremo a sfruttare i rendimenti in crescita del comparto obbligazionario tendenzialmente utilizzato per la parte prudente dei nostri progetti di investimento (rendimenti molto positivi, che non si vedevano da 7-8 anni) il che, unito ad una progressiva diminuzione dell’inflazione, ci permetterà finalmente di ripristinare il mantenimento del potere reale del nostro patrimonio mobiliare.

Personalmente leggo molto in questa parte di anno, ma vi invito a diffidare di qualsiasi previsione. Normalmente nessuno ci azzecca. A chi lavora con me serve invece sapere che utilizza strumenti con cui siamo in grado di adattarci velocemente ai mercati, muovendoci nell’ambito del proprio profilo finanziario, in linea con i progetti concordati e con un monitoraggio costante e continuo da parte del sottoscritto.

Un caro augurio di feste serene a tutti voi!

Dario

 

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