Vai al contenuto principale


Pochi giorni fa mia figlia, liceale, mi ha chiesto una mano per alcuni compiti di Fisica… E’ stata una delle due materie che ho “portato” all’esame orale di maturità, tuttavia, ecco, non è che sia  ancora cosi fresca nella mia mente… Perché la fisica? Perché l’argomento era il terzo principio della dinamica…

Grossomodo è questo: Ogni volta che un corpo esercita una forza su un altro, riceve indietro una forza uguale e contraria.


Mi è venuta in mente la storia de ”l'elastico dei mercati”:

il concetto è molto potente ma anche molto poco compreso in quanto spesso va a contrastare alcune scorciatoie di pensiero. I valori delle azioni, delle obbligazioni, dell’oro, delle materie prime, nel tempo tendono a tornare sempre (sempre) verso i loro valori medi, come un pendolo. Anzi, più che come un pendolo, come un elastico, che più è tirato forte in una direzione, più tende a rimbalzare nell’altra.

I mercati hanno delle medie mobili, dei valori attorno ai quali oscillano. Conseguentemente anche le loro performance.

Osservate i dati storici del grafico:

  1. vedrete che nella maggior parte degli anni i mercati (azionari) hanno guadagnato (tra 10 e 20%) (la colonna più alta)
  2. la storia mostra come dopo annate fortemente negative si susseguono annate fortemente positive (ecco l’elastico!) (frecce verdi)



Che questo sia un anno straordinario immaginerei di non doverlo raccontare io adesso in queste mie righe, tutti oggi sanno cosa sia l’inflazione, come le banche centrali cerchino di arginarla, c’è ancora la guerra. Forse pochi sanno invece che il 2022 è l’anno peggiore di sempre da un punto di vista finanziario dopo il 1931, che se riandate a vedere il grafico sopra troverete all’estrema sinistra. Sono momenti di transizione (se i tassi salgono ad esempio significa che finalmente anche i rendimenti dell’obbligazionario aumentano); dobbiamo dare tempo al tempo.

Siamo a fine anno e non voglio certo tediarvi con i bilanci ed i buoni propostiti sebbene li trovi stimolanti… ognuno farà il proprio. A fine anno penso spesso ai miei cari, a come provvedere a loro, a come portare positività nella mia famiglia e verso coloro che sento vicini; cerco spunti per migliorarmi, per migliorare il mio approccio in tutto ciò che faccio; penso a chi mi ha lasciato qualcosa di buono durante l'anno trascorso per trasferirlo nel mio modo di affrontare il futuro. Tutto bello, ma bilanci finanziari per le attività in essere, gli investimenti pianificati non ne ho mai fatti, né li farò mai. Il 31.12 finanziariamente parlando è un giorno come un altro, non finisce niente né tantomeno comincia qualcos’altro.

Gli anni come questo (più unici che rari) scuotono, quasi destabilizzano ma ci dovrebbero lasciare anche un insegnamento importante (un qualcosa che da investitori dovremmo già sapere):

la finanza richiede una pianificazione pluriennale

L’anno solare è una mera convenzione, i bilanci morali, sulle intenzioni, facciamoli annualmente, ci servono probabilmente, va bene, ma un portafoglio non può essere misurato nell’anno solare. I mercati non possono crescere sempre giorno dopo giorno, crescono nel tempo, che è diverso. Serve essere più realisti, è proprio quando veniamo messi a dura prova che viene fuori il vero cuore della pianificazione, il metodo come lo chiamo io.

Ri-bilanciare, comprare, rimodulare, valutare il peso dell’azionario in portafoglio se coerente con gli obiettivi di rischio rendimento, sono aspetti che quando i mercati guadagnano si danno per scontato, si approcciano quasi senza pensare, mentre quando calano il timore ci frena… Essere realisti ma soprattutto persistere nella pianificazione è necessario, sempre, anche quando ci sono i cali. Azzarderei che diventa ancor più necessario in anni come questo visto che, come insegna la storia, i mercati sempre solo due cose faranno: scendere e risalire.  

Resistere quindi? Anche, ma ricordate che non è vera resistenza, è coerenza

Infine purtroppo però i bilanci finanziari annuali qualcuno continua a farli, è inevitabile. Ciò detto vi lascio allora con due numeri: dati alla mano, dal 1928 un portafoglio 60/40 (60% azionario, 40% obbligazionario) ha perso 20 volte su 94 (anni). Significa che la soddisfazione di guadagnare c’è stata 8 volte su 10 (misurando la febbre appunto anno per anno).

Ufficio

Via P. Nenni 2

56124, Pisa

via Roma 86

57126, Livorno

Email

Mostra indirizzo email

Telefono

Mostra numero di telefono

Disclaimer

Le informazioni contenute nel presente sito internet sono curate da Dario Biondi e non costituiscono in alcun modo raccomandazioni personalizzate rispetto alle caratteristiche del singolo lettore e potrebbero non essere adeguate rispetto alle sue conoscenze, alle sue esperienze, alla sua situazione finanziaria ed ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni contenute nel presente sito internet sono da intendersi a scopo puramente informativo. Trattasi di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto (cfr. art 69, comma 1, punto c, Regolamento Emittenti Consob e considerando n.79 della direttiva Mifid 2006/73/CE), con lo scopo di offrire un supporto informativo e decisionale ai propri lettori e ai clienti mediante l’elaborazione di un flusso informativo di testi, dati, notizie, ricerche e analisi attraverso le varie pubblicazioni.

Partita Iva: 01826510503


Powered by

Logo Promobulls
Area riservata