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16/10/2022


In questi mesi sto leggendo molto, mi sto informando in merito alla situazione macro, su cosa dicano analisti ed economisti su quella che è la nuova normalità, il contesto dei tassi di interesse, i prezzi dell’energia, le politiche delle banche centrali; vorrei darvi dei messaggi semplici da comprendere, spunti di riflessione sul particolare, particolarissimo momento che stiamo vivendo.

Circa un anno fa, a quotazioni degli indici di borsa molto alti (con alto rischio), la maggior parte degli investitori era tranquilla e guardava a lungo termine, oggi su potenziali minimi (con minore rischio), la maggior parte degli investitori è preoccupata, spaventava e guarda al breve…

Non è certo un atteggiamento condannabile, tuttavia dovremo fermarci un attimo e riflettere sulla storia. Non sulla statistica, sulla storia.

Guardando indietro nel tempo vediamo e capiamo come le diverse crisi finanziarie hanno rappresentato una opportunità di acquisto importante, da mettere in conto nella propria pianificazione finanziaria ma… niente da fare. In pochi ci riescono.

Quando una crisi finanziaria si ripresenta sotto altra forma, perché è senz’altro cambiato il contesto, diventa difficile interpretarla come mercati in “saldo”.

Ma se fosse invece arrivato il momento della grande occasione? Provo ad essere provocatorio perché ormai tutti sapete che serve programmazione e pianificazione in finanza, che non esistono guadagni facili, ma non è quasi mai esistito un anno come questo, almeno non negli ultimi venti anni. Non tutti hanno orizzonti lunghi davanti a sé e per questo motivo certi ragionamenti devono essere limitati ad una parte delle risorse investite, a meno che non si ragioni per chi viene “dopo di noi”.

Durante la crisi finanziari 2008/2009 i mercati persero quasi il 57% (cinquantasette!) ed il fallimento di Lehman bros. ne rappresentò l’apice. Ma chi era veramente a conoscenza di quella crisi? Pochi addetti ai lavori. Oggi invece tutti sanno tutto, il che è un bene, sebbene per prendere delle decisioni si dovrebbe parlarne con chi competente per avere un parere professionale ed esperto. Ai minimi della crisi lo S&P500 valeva 667 punti. Oggi 3583. Col senno di poi è facile dirlo. Chi poteva dirlo? Veramente ci facciamo questa domanda?! Lo potevamo dire sia io che voi. Basta guardare al passato, le crisi finanziarie hanno sempre le stesse caratteristiche:

  1. Sono generate da momenti differenti
  2. Hanno durate differenti
  3. Finiscono

 Continuare a fare i tremebondi, vittime anche di una comunicazione negativa porta poco lontano. Non dico di approfittarne ma di farci un serio ragionamento sì.

Prima o poi le borse inizieranno ad inanellare una serie di giornate positive, molto positive e tutti vorranno investire. Facile. Per godere di tutte le giornate positive (e le più positive sono quelle immediatamente susseguenti a quelle negative), dobbiamo investire durante e dopo quelle negative.

Chi vuole investire quando è tutto tranquillo e “i mercati stanno salendo” rischia di arrivare tardi, a festa finita. Se si arriva durante la tempesta, magari soffrendo un pochino, saremo là dall’inizio e prenderemo tutto il rialzo, che storicamente è sempre stato maggiore della discesa.

No. Non è affatto facile. Non lo è mai.

Volete un esempio del perché non è facile e del perché servono persone esperte con cui confrontarsi? Eccolo: sapete perché nella settimana appena trascorsa, giovedì ad esempio, i mercati sono saliti bene? Perché ci sono stati dei dati macroeconomici disastrosi.

Si avete letto bene: dati disastrosi – borse in rialzo.

Ecco perché: se l’economia rallenterà con dati macro così brutti come quelli di giovedì scorso, vorrà dire che la Federal Reserve sarà “meno cattiva” nel percorso di aumento dei tassi e l’attenzione presto si sposterà da misure volte al contenimento dei prezzi a quelle per rilanciare la crescita economica e l’occupazione.

 [ricordo di come la FED abbia due mandati a differenza della BCE che ne ha solo uno: mantenere la stabilità dei prezzi; la FED deve anche perseguire la crescita economica del Paese]

Nello scenario attuale caratterizzato da inflazione persistente e politiche difensive delle principali Banche centrali internazionali, crisi energetica e guerra in Ucraina (ri)definire la propria strategia finanziaria potrebbe diventare una opzione importante. Sulla parte prudente di portafoglio è proprio il ritorno dell’inflazione ed il conseguente rialzo dei tassi che sta creando un contesto favorevole per le strategie più prudenti ad esempio, che fino a ieri non hanno reso niente, ma che adesso hanno prospettive notevoli e molto rosee. Morningstar riporta il dato della raccolta di agosto su fondi obbligazionari in Europa: 10 miliardi, segnando il primo mese con performance positiva da inizio anno (dato sulla raccolta).

 

Vorrei infine soffermarmi sulla paura e sulle preoccupazioni, concetti che sono anche miei (non vorrei passare per un Consulente che non si rende conto), non credo che siano da rintracciare degli errori comportamentali, ma banalmente delle “debolezze” psicologiche. Investire non vuol dire “dimenticarsi” delle proprie risorse per ripensarci ogni tanto col desiderio di vedere aumentato il capitale investito. Quasi a rimuovere la paura e la preoccupazione. E se invece la coltivassimo questa preoccupazione? I nostri investimenti dipendono da eventi esogeni, sui quali non esercitiamo un controllo diretto, dovremo mettere in conto di poterci spaventare e preoccupare così come ben conosciamo tutte le altre emozioni che una esperienza come l’investimento ci può dare. Sapere che la paura può esistere in finanza potrebbe spingerci ad informarci maggiormente a provare a conoscere alcune dinamiche, a confrontarsi con chi tutti i giorni ha a che fare con i mercati non solo da investitore ma soprattutto da Consulente, da persona cioè che non può dimenticarsene. La paura ci fa soffermare sul momento attuale, ci gela, ma c’è sempre un “dopo”. Dobbiamo lavorare su questo. 

Da ultimo: alcuni di voi, parlando, mi hanno detto “speriamo”. Ben comprendo che il vocabolo sospirato sia il prodotto di tutto quanto ci circonda, ci martella e non solo della situazione di portafoglio. Ma in finanza non esistono le speranze; le cose non avvengono per caso alla “toh, è andata bene!”, tipo un gioco, perché non lo è. I mercati (ri)crescono. Sempre.

[per la stesura di questo mio pezzo le fondi sono numerose: il sole 24 ore, L. Gasbarro, B. Fox, F. Cappa, M. A. Pinturo]

 

 Vi lascio delle domande e poi un grafico con l'andamento dal 2000 ad oggi dello std poor 500 e strategie aggregate. Le linee verticali sono tutte le "crisi finanziarie" degli ultimi 22 anni...

 

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