Le letture estive si sprecano… dai giornaletti di gossip, ai romanzi cui riusciamo a dedicare tempo solo durante le ferie, a situazioni più impegnative…
Penso che sia capitato anche a molti di voi di leggere qualcosa o sentire parlare (onestamente da almeno un mese a questa parte) non solo del crollo delle principali “valute” digitali (il virgolettato è d’obbligo dato che non sono vere e proprie valute) nonché della chiusura di molte moltissime piattaforme di scambio / negoziazione / detenzione di portafogli digitali (ben pieni di quattrini).
Molti poi sono coloro che sono alla ricerca di informazioni, che vorrebbero capire meglio…
Vorrei quindi con questo mio articolo, provare a raccontarvi cosa sia successo e fare qualche considerazione in quanto la parola “digitale” è abusata in molti contesti, ma soprattutto il mondo si sta muovendo nella direzione di rendere più digitali molti, moltissimi settori. E di questo non dobbiamo avere timore, ma con la dovuta cautela, comprenderlo e, col tempo utilizzarlo.
Digitale non è (solo) crypto valute!
Le crypto valute, così chiamate perché il loro scambio è basato su algoritmi criptati e quindi non intercettabili / hackerabili, sono sulla bocca di molti, di quasi tutti ed il pericolo, anzi uno dei pericoli, è che ad esse si associano guadagni facili, complici titoloni di giornali e piattaforme di pseudo negoziazione on line che “martellano” con concetti del tipo “facilità di accesso”, “sicurezza delle transazioni” ed infine “facili guadagni”… (“non hackerabili” non è che si sia poi dimostrato così vero…).
Il digitale tuttavia non è proprio, nel senso non appartiene, solo al settore delle crypto, tutt’altro e meno male! Nel campo medico gli esempi si sprecano, le innovazioni tecnologiche unite al digitale hanno permesso progressi notevoli, rapidissimi ed innovativi. Nel campo della comunicazione l’evoluzione digitale ha permesso nuovi modi comunicativi… pensiamo ad esempio alle videochiamate ai nostri cari durante la pandemia… pensiamo alla velocità con cui si possono divulgare informazioni attraverso canali social, digitali…
Anche i nostri soldi in senso stretto, tranne quelli che abbiamo adesso in tasca, costituiscono flussi digitali; pensiamo a quando facciamo un bonifico o paghiamo con le carte… anche questo è digitale. Il futuro è senza dubbio una sempre maggiore digitalizzazione della moneta quindi anche le piattaforme di negoziazione delle crypto, forse un giorno, lo saranno.
Oggi però per le crypto però il discorso è diverso… provo a raccontare il mio pensiero con una metafora: molte innovazioni comportano lati positivi e lati negativi, pensiamo alle automobili, hanno rivoluzionato il mondo dei trasporti e degli spostamenti ma al contempo hanno introdotto ed aumentato gli incidenti stradali… penso che siano però maggiori i benefici introdotti dall’auto rispetto ai lati negativi. La cosa fondamentale però è che gli incidenti sono, a mio parere, molto inferiori a quello che potrebbero essere perché esiste un CODICE che regola e disciplina il comportamento che deve essere adottato per circolare. Se non ci fosse un regolamento, ognuno, detta in termini brutali, farebbe come gli pare, andrebbe alla velocità che vuole, percorrerebbe le strade nel senso che più gli torna meglio.
Immagino abbiate già capito… quello che manca alle crypto è un CODICE che ne disciplini l’operatività. L’idea della finanza digitale, di valute digitali, fanno già parte di noi, del nostro contesto, i circuiti Visa, Mastercard, Maestro, Cirrus ecc, sono piattaforme che non solo permettono flussi economici ma ne garantiscono la attuazione in sicurezza, cercando di proteggere da frodi, che sebbene accadano, possano essere gestite mediante controparti assicurative.
In tutti questi anni di professione, non sono stati rari i casi di clonazione o frodi, ma tutti i casi si sono risolti con la restituzione di quanto sottratto indebitamente. Tutto questo perché esistono regolamenti che possano prevedere le situazioni sopra descritte e permettano di contrattualizzare assicurazioni per eventuali casi risarcitori.
Ad oggi il mondo crypto ne è sprovvisto. Avete saputo che molte piattaforme hanno CHIUSO da un giorno all’altro, facendo sparire i portafogli di molti, moltissimi utenti, che significa azzerare i soldi che detenevano? Approfondendo, molti dei titolari di queste piattaforme hanno però liquidato anonimamente i loro portafogli, dirottandoli su banche legate a paradisi fiscali (si esistono ancora); alcuni di queste persone sono adesso ai primi posti tra i ricercati dell’FBI!
Non c’è modo di recuperare quanto perso. Non ci sono assicurazioni, non ci sono controparti cui fare causa… o meglio, ci sono, ma sono introvabili.
E’ chiaro che queste notizie non fanno altro che alimentare vendite scappando (per chi può e ci riesce) e far scendere ancora di più il valore dei vari bitcoin, ethereum ecc…
Oggi (13 agosto) il sole 24 dedica una pagina a quanto successo in Veneto (per ora)… il classico schema Ponzi in cui si promettevano guadagni importanti a fronte di rischi “contenuti”. Veniva fornito anche un contratto in cui si dava una sorta di architettura legale all’investimento legato all’arbitraggio di crypto. La soglia di accesso era anche, se vogliamo, contenuta 10.000€ circa, con un riconoscimento di crescita del capitale investito per 6-12 mesi dell’80%.
Forti del tanto parlare delle crypto, forti delle potenzialità inespresse delle valute digitali, sono stati attratti capitali che oscillano tra i 40 ed i 100 milioni…
Tutto sparito. Ci sono legali e, chiaramente, le autorità che stanno indagando ed interrogando. Difficile sapere se, quando e con quanto saranno risarciti gli sventurati aderenti… guadagni facili... fate attenzione!!
Per non essere frainteso… credo fortemente che il futuro dell’economia e della finanza avvenga attraverso l’impiego anche di crypto “valute”, ma regolamentate in modo che si possano considerare un asset finanziario con cui non solo fare una pianificazione finanziaria ma anche che faciliti gli scambi (gestiti digitalmente) in modo che possano essere snellite numerose pratiche ad oggi ancora troppo legate alle contrattazioni, diciamo, standard. Inoltre ho letto di progetti industriali legati alla produzione green di crypto… già perché ad oggi la sola produzione di bitcoin pare che inquini quanto tutta l’Argentina.
Il digitale fa parte e dovrà fare parte del nostro quotidiano ma va gestito, regolamentato e soprattutto compreso.
Per quanto riguarda la consulenza finanziaria, mi dispiace, ma rimango fedele alla “vecchia scuola”: sebbene complice il COVID e lo sviluppo tecnologico mi permettano di raggiungere digitalmente chiunque da ogni posto in cui mi trovi, niente può sostituire per me una stretta di mano o un caffè in compagnia di uno dei miei assistiti… difficile per me pensare di non essere in presenza al momento di prendere decisioni importanti, quali quelle finanziarie, per sé o per la propria famiglia...
Diffondi questo contenuto
