Macroeconomia – inflazione – tassi – Italia… questi i temi trattati
I recenti accadimenti macroeconomici, cioè le notizie annunciate dalle banche centrali di imminenti e certi rialzi dei tassi hanno comportato della instabilità sui mercati finanziari. Purtroppo è fisiologico… quando non ci sono direzioni nette, i mercati sono volatili e, complice la guerra, con molte incertezze.
L’importante è avere i nervi saldi ed essere consapevoli che, sebbene lo scenario macroeconomico stia cambiando radicalmente rispetto a quanto visto e vissuto nel corso degli scorsi anni, qualsiasi ciclo o fase economica può essere affrontata con serenità da un punto di vista finanziario.
Il recente rialzo dei tassi, che il mercato già prezza oggi ancorché non avvenuto, implicherà un nuovo appeal di tutti quegli strumenti obbligazionari che fino ad oggi avevano un rendimento netto a scadenza negativo. Così come anche i settori azionari di questo contesto economico che traineranno i mercati non potranno essere tutti gli stessi del ciclo economico precedente (si veda ed esempio il mio ultimo articolo a questo link:
https://bit.ly/stareallafinestra
In cui parlo di qualità finanziaria (appunto)).
Le banche centrali alzano i tassi come arma per contenere l’inflazione, tuttavia, e questo è un mio modestissimo parere, Europa ed USA non hanno ad oggi lo stesso scenario (in USA i salari stanno salendo mentre in Europa salgono poco ed in Italia per niente), pertanto, essendo l’inflazione accoppiata all’economia in America ma totalmente disaccoppiata in Europa, con la stessa manovra si potrebbero sortire effetti diversi… vedremo.
Questo sarà importante e determinante per le scelte di investimento laddove una diversificazione geografica è d’obbligo, dovremo monitorare gli effetti di tali politiche per comprenderne appieno gli esiti e soprattutto le prospettive. Ribadisco che la Qualità in questa fase è molto importante.
Sebbene decida di proporre una diversificazione importante dove la nostra Italia riveste una fetta minimale nella pianificazione finanziaria, da cittadino italiano non posso che riflettere sugli eventi futuribili del mio Paese… inflazione e reperibilità delle materie prime hanno reso la produzione industriale più costosa, quindi i prezzi sono aumentati… se aumentano i tassi (anzi QUANDO aumenteranno i tassi) le aziende avranno un altro costo in più perché i loro debiti, le loro linee di credito saranno più onerose, quindi potrebbero ulteriormente aumentare i prezzi… in Italia sta anche per succedere un’altra cosa importante: da questo autunno tutte le aziende che hanno ottenuto fondi con il decreto liquidità inizieranno a pagare una rata vera e non irrisoria come quella attuale (preammortamento)… chi non ha pianificato questo nuovo costo mediante un qualsivoglia efficientamento vuoi dei cicli produttivi, vuoi degli oneri finanziari, vuoi dell’organizzazione aziendale avrà un costo ulteriore ancora che difficilmente sarà coperto da maggiori ricavi… Già adesso i consumi non crescono in un contesto del genere: se non aumentano i salari o diminuiscono i costi per le famiglie è difficile che possano aumentare infatti (potrebbero aumentare magari le detrazioni o se ci fossero incentivi seri e non per comprare bici forse….) Cosa potrebbe succedere? Per molte aziende sarà un bel problema, se non si hanno maggiori ricavi si può solo intervenire sui costi e, si sa, quelli più importanti sono inerenti il personale. Tirate quindi voi le conclusioni…
Qualcosa di “buono” però forse c’è: potrebbero tuttavia esserci tanti “invenduti” e quindi potrebbero aumentare le giacenze e le scorte e ciò, statisticamente parlando, comporta un calo di prezzi; il tanto auspicato calo di prezzi avverrebbe a scapito degli utili aziendali però… sarebbe meglio che i prezzi rientrassero non per necessità ma perché le materie prime ritornano ad essere disponibili ed a costi non disumani, ma pur sempre di calo di prezzi si tratterà ed in un paese come il nostro dove i salari non stanno aumentando sarebbe un bene… ecco dove potrebbe portarci anche il rialzo dei tassi… che se avessero però proposto un po’ più “in là” non avrebbe guastato.
Che l’inflazione quindi inizi a calare seriamente a causa di una offerta molto maggiore della domanda è uno scenario futuribile, potrebbe essere il punto per una ripartenza ed ancora per un nuovo ciclo economico…
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