Oggi affrontiamo un tema importante nell'ambito della pianificazione patrimoniale: le imposte di donazione e successione
Perché sono importanti le imposte di successione e donazione?
Il Fondo Monetario Internazionale ha già invitato il Governo italiano a attuare una riforma per armonizzare le nostre imposte a quelle europee. La proposta di legge 2830/2015 ha già dato una indicazione di quella che potrebbe essere la nuova linea impositiva.
In questa tabella vedete le aliquote di alcuni Paesi europei e le nostre. Più in basso potete osservare come potrebbero cambiare.
Ciò detto, una pianificazione intelligente dovrebbe tenerne conto. Vediamo come.
Il Patrimonio in senso lato potrebbe essere considerato come IL bene (materiale) in nostro possesso e che ci è in un certo senso (totalmente o parzialmente) pervenuto dal lavoro della nostra famiglia.
Riterrei quindi doveroso AMMINISTRARLO, MANTENERLO ed INCREMENTARLO nel tempo, agendo in modo che possa essere un domani trasmesso a chi riteniamo più idoneo a farlo, vuoi per affetti, vuoi per legge, vuoi per altro.
Tenere conto dell’esistenza di un disposto impositivo che possa “indebolire” il patrimonio, non significa escogitare un sistema elusivo di imposta bensì utilizzare queste informazioni per andare a costruire una architettura patrimoniale tale che, mentre il mio patrimonio soddisfa i miei progetti ed obiettivi, è (anche) già orientato al “dopo di me” in una ottica di ottimizzazione fiscale.
Un esempio veloce: gli immobili
Possiedo due immobili uno al mare ed uno in montagna, più o meno di pari valore.
Oggi le franchigie abbiamo detto che sono alte, non mi spaventa il milione oltre il quale ciascuna delle mie due figlie pagherà il 4%, mi fa riflettere che a seguito di una riforma potrebbero trovarsi a pagare molto di più tenendo conto di quanto viene prodotto al catasto in termini di rivalutazione delle rendite e di quanto “è in pancia al governo” già da 7 anni (vedi le tabelle e le franchigie più in alto).
Cosa potrei fare ora per:
Mantenere il godimento del bene
Poterne disporre liberamente
ed al contempo assicurare alle mie eredi un percorso meno oneroso per il “dopo di me”
Potrei donare la nuda proprietà mantenendo l’usufrutto. Magari con patto di riversibilità.
La donazione* osserva chiaramente il disposto normativo attuale in termini di imposte e le mie figlie riceveranno ognuna il proprio immobile al momento del mio decesso senza ulteriori imposte da pagare (tranne quella di “consolidamento”, cioè quella registrazione dell’unione del diritto di usufrutto alla nuda proprietà)
[*donare la nuda proprietà non “pregiudica” la commerciabilità futura del bene, non è come donare la piena proprietà di un immobile]
[quanto sopra descritto risulta efficace anche come strategia di “protezione patrimoniale” in quanto di fatto il donante si spossessa del bene di sua proprietà, sebbene l’usufrutto sia un diritto pignorabile. Già con il co-usufrutto, la strategia protettiva sarebbe più robusta]
Da ultimo, se non facessi niente oggi, anche qualora alla mia dipartita le imposte fossero uguali ad oggi, le mie figlie dovrebbero pagare quelle ipo-catastali per presentare la dichiarazione di successione a A.E. e successivamente stipulare un atto notarile per dividersi i beni.
Ma io invece oggi faccio un bel testamento e spartisco già i beni agli eredi. E’ già qualcosa, ma non è una ottimizzazione fiscale, se le imposte aumentano saranno pagate in forma piena.
“Spossessarsi” di qualche bene alleggerisce anche il calcolo del 10% dell’attivo ereditario calcolato in maniera forfettaria a titolo di “denaro, gioielli e mobili”. Questo 10% in più potrebbe far superare le franchigie dei legittimari e comportare il pagamento dell’imposta o, più semplicemente, pagare di più.
Oggi in pochi ci fanno attenzione.
Altro esempio: quote sociali
Gran parte delle PMI italiane è a conduzione familiare, si presenterà prima o poi la necessità o l’esigenza del “passaggio del testimone”. L’idea è che questo sia funzionale alla continuità aziendale ed allo stesso tempo meno “doloroso” possibile in termini economici.
La donazione delle quote avviene in un regime di neutralità fiscale, a patto che il donatario:
sia un discendente o il coniuge
che riceve partecipazioni in società di capitali acquisisca o integri il “controllo” della società
prosegua l’esercizio di impresa o ne detenga il controllo per un periodo non inferiore a 5 anni
Interessante è cedere la nuda proprietà delle quote di controllo (al coniuge o ai discendenti) di una società di capitali ed il relativo diritto al voto, ma mantenendo in capo a sé il diritto agli utili. Il controllo della società va mantenuto per almeno 5 anni per godere dell’esenzione di imposta.
Anche in questo caso aspettare senza pianificare non è il massimo.
Ultimo esempio: Il vil denaro
Bonifico ai figli. Il “regalo” al coniuge. Il prestito al parente. Sono tutte donazioni indirette. Se la donazione è di modico valore, non è soggetta a imposta.
Si apre un mondo. E’ bene sapere che recentemente l’Agenzia delle Entrate ha chiarito come una donazione indiretta è tassabile se siano volontariamente registrate oppure se si tratta di donazioni “confessate” dall'interessato nell'ambito di procedimenti di accertamento.
Quindi prima di pensare ad una pianificazione finanziaria in ottica di passaggio generazionale attraverso bonifici o co-intestazione di rapporti bancari o finanziari, è bene sapere che esistono strumenti finanziari che ad oggi sono esenti da imposta di successione ed altri che permettono in più di destinare inequivocabilmente quanto vogliamo a chi desideriamo. Titoli di Stato e polizze vita ad esempio.
E’ mia opinione caldeggiare a pensarci per tempo in quanto, sebbene la 2830/2015 sia solo una proposta di legge, l’agenzia delle entrate si sta invece già muovendo: recentemente l’orientamento è cambiato in merito alla tassazione dei Trust, nei quali l’imposta di donazione verrà applicata al momento in cui il donatario percepirà i beni oggetto dello stesso e non come era fino a poco tempo fa, cioè che l’imposta veniva assolta al momento del conferimento dei beni nel Trust… Se la A.E. ritiene più conveniente aspettare, evidentemente si ritiene che in un prossimo futuro le imposte siano più alte…
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