24/02/2022
Buongiorno. Sono profondamente rattristato dalla situazione che si è venuta a creare. C’è una parola che continua a risuonarmi in testa: ANACRONISMO
Trovo la guerra, perché è una guerra che colpisce il vecchio continente, una situazione anacronistica.
Trovo doveroso condividere con voi le mie riflessioni e preoccupazioni non tanto in merito a come gestire il nuovo scenario economico finanziario, asetticamente non diverso da altri già affrontati e superati, ma soprattutto sulla evoluzione poco chiara di questa guerra.
Assisto ad una strategia russa in accordo con Cina in relazione ad interessi economici importanti… allo stesso tempo leggo ed ascolto le dichiarazioni dei leader economici europei che, da un lato mi rassicurano, da un altro mi preoccupano perché parlano lingue diverse da quella di Putin. Lui usa anche armi vere, gli altri armi economico – finanziarie.
Guterres, numero uno delle Nazioni Unite, comunica che l’Europa è vicino a Kiev, la guerra non ha senso e viola i principi della carta dell’Onu (principi che mosca non ha mai condiviso).
La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen dichiara: "Non lasceremo che Vladimir Putin distrugga l'architettura di sicurezza che ha dato all'Europa pace e stabilità per molti decenni. Non dovrebbe sottovalutare la forza delle democrazie"; oggi verrà presentato un pacchetto di sanzioni mirate con cui verranno colpiti settori strategici dell'economia russa bloccando il loro accesso a tecnologie e mercati che sono fondamentali per la Russia; cercheranno di bloccare ed indebolire la capacità di modernizzazione della Russia; verranno congelate le attività russe nell'Unione europea e fermato l'accesso delle banche russe ai mercati finanziari europei.
Borrel, Alto rappresentante Ue per la Politica estera, ha dichiarato che queste sono tra le ore più buie per l'Europa dalla fine della seconda guerra mondiale. Questa non è solo la più grave violazione del diritto internazionale, è una violazione dei principi fondamentali della convivenza umana. L'UE risponderà nel modo più energico possibile.
Le guerre, ultimamente, si sono combattute attraverso i soldi, attraverso economia e finanza. Certamente anche Putin avrà valutato i danni economico/finanziari a cui sarebbe andato incontro scatenando la guerra.
Appare evidente come i mercati finanziari saranno sotto stress, come lo sono stati molte altre volte, per altri motivi. In fine dei conti (non è mia intenzione sdrammatizzare, bensì razionalizzare) faranno quello che hanno sempre fatto: scendere e salire.
Sebbene il panico, le preoccupazioni siano comprensibili e condivisibili, invito tutti a fare una riflessione sul metodo che da sempre ci caratterizza quali investitori: uscire e rientrare sul mercato non è mai stata la strategia per perseguire i propri obiettivi, il momento giusto per uscire e quello per rientrare sono indeterminabili. E’ doveroso ricordare che sono la diversificazione che abbiamo in portafoglio e la metodologia utilizzata gli elementi ci hanno permesso di superare le numerose difficoltà del recente passato:
crisi dei mutui subprime 2007 – fallimento lehman brothers 2008 – crisi del debito sovrano 2011 – crisi del rublo russo e crack della borsa cinese 2014 2015 – le incertezze del 2016 – le guerre commerciali del 2018 – il coronavirus 2020
Questa volta è diverso? Non per i mercati. A tutti questi periodi sono susseguiti altrettanti intervalli temporali di forti guadagni. Vi allego due immagini importanti:
Nella prima si possono osservare gli anni in cui l’indice S&P500 ha perso e cosa sia successo l’anno successivo e dopo due anni

Nella seguente invece sono elencati tutti quegli avvenimenti (guerre ed invasioni comprese) che hanno avuto un impatto importante sull’indica azionario S&P e cosa sia successo a distanza di 3/6/12 mesi:

Non fraintendetemi, non serve aspettare e sperare, anche io sono preoccupato ma di fronte a correzioni di mercato so come operare e farvi operare con razionalità e programmazione; lo abbiamo già fatto diverse volte.
Per coloro che intendono invece valutare ingressi sui mercati azionari a fronte di queste forti correzioni, invito a farlo, contattandomi, per concordare una diluizione nel tempo (anche breve) degli acquisti in quanto, purtroppo, non è dato sapere (anzi è impossibile sapere) quali siano i minimi di mercato. Appare chiaro che queste siano, per strategie di medio lungo periodo (>5 anni), importanti occasioni di acquisto da ponderare e sfruttare.
Quello che mi preoccupa seriamente è che si imbocchi una strada senza uscita, una strada dove il dialogo viene azzerato da una potenza nucleare come quella che è la Russia, una strada dove la finanza e l’economia non contano più. A quel punto sarà necessario riprendere in mano e riconsiderare l’intera pianificazione finanziaria, in modo da adeguarla ai nuovi bisogni ed alle nuove necessità cui dovremo far fronte.
Monitorare la situazione per valutare come intervenire è il mio consiglio, la mia raccomandazione. Agire con razionalità in un momento come questo non è affatto semplice, ma non certo impossibile, abbiamo fatto una pianificazione robusta, costruita tenendo conto dei rischi, dei rendimenti e soprattutto del tempo.
Staremo vicini anche questa volta.
D.B.
Diffondi questo contenuto

