14/02/2022
La maggior parte degli autori (giornalisti di economia, gestori di diverse società di investimento, analisti finanziari) di articoli ed interviste che ho letto e a cui ho assistito mette in luce gli elementi che stanno caratterizzando il “momento” economico – finanziario che stiamo vivendo: inflazione, rialzo dei tassi e tensione al confine russo – ucraino.
In merito al rialzo dei tassi emergono statistiche di come, nelle 21 volte che la fed ha iniziato un rialzo dei tassi, il mercato azionario abbia performato positivamente nei 12 mesi successivi il primo rialzo l’ 81% delle volte e il 76% delle volte nei 6 mesi successivi; anche se sembra un risultato controintuitivo: “in realtà i tagli dei tassi tendono a verificarsi in periodi di debolezza, mentre i rialzi nelle fasi in cui l’attività vede un trend positivo e l’inflazione è elevata o in aumento... tuttavia bisogna anche tener conto della politica monetaria non convenzionale della FED che spinge ad essere molto più cauti”.
In merito all’inflazione, ne avrete sentito parlare tutti, continua ad essere un elemento “negativo” per la liquidità ferma sui cc, quindi investiamo? Attenzione però perché la volatilità sui mercati è aumentata.
Come muoversi e cosa fare se “gli esperti” da un lato rassicurano ma dall’altro constatano la presenza di elementi contro tendenti a quanto da loro stessi esposto, diventa cruciale.
Anche attraverso la stampa specializzata emerge quanto non sia facile, ma sia certamente corretto, il metodo che adottiamo nel corso della nostra pianificazione finanziaria. E’ proprio in contesti dove la volatilità dei mercati aumenta che se ne rafforzano ancora di più le basi.
Tempo, rischio e rendimento devono essere considerate in assoluto tre variabili essenziali.
In questa foto ad esempio il concetto di tempo è ben indicato:
quante sono le probabilità di avere un rendimento positivo investendo per X giorni/mesi/anni sull’indice azionario S&P 500?

Fonte: Charlie Bilello Compuond
Domani avrei il 54% di probabilità di trovare un rendimento positivo del mio investimento iniziato oggi.
Tra 3 anni la probabilità sale al 84%. Quasi tutti sanno che il tempo in finanza è “galantuomo”.
Ma se scoppia una guerra? Guardate il cerchio rosso, queste statistiche tengono conto di diverse guerre.
Serve un approccio metodico, non il semplice “aspetta e spera”

fonte il sole24ore
Una programmazione permette di definire un portafoglio robusto e tarato su obiettivi misurabili e monitorabili nel tempo, l’orizzonte temporale non deve per forza essere di lungo periodo per fare una buona pianificazione finanziaria, tutt’altro. Nel lungo periodo i risultati generalmente arrivano, su orizzonti più brevi occorre più cautela e la programmazione diventa ancora più necessaria tenendo sempre conto dei concetti di diversificazione ma anche e soprattutto di decorrelazione, valutando sempre un approccio per gradi – a piccole dosi del mercato azionario.
Tempo rischio e rendimento quindi sono strettamente connessi e per comprenderli occorre prendere dimestichezza nella pianificazione con alcuni concetti quali Volatilità, Drawdown, Ribilanciamento e Recovery Period.
GLOSSARIO
VOLATILITA’
E’ un indice della variazione percentuale dei prezzi nel tempo, è una caratteristica dei mercati finanziari, non una piaga. Viene calcolata mediante la deviazione standard sulla serie storica dei prezzi del portafoglio.
Semplificando: maggiore è la v. maggiore è il rischio di oscillazione dello strumento utilizzato (oscillazione! Non perdita!)
DRAWDOWN:
Esprime, in termini percentuali e per un periodo di tempo prefissato (1 anno, 3 anni… ad esempio), la perdita di valore dei massimi che è possibile sperimentare per un indice, un portafoglio o una qualsiasi asset class.
Semplificando: più è alto il DD maggiore è il rischio dello strumento; rappresenta una perdita teorica che subiamo e si materializza se si smobilizza la posizione
RECOVERY PERIOD:
In quanto tempo lo strumento analizzato ritorna sui valori massimi che aveva prima di aver raggiunto il massimo della perdita? Questo dato aiuta a individuare quegli strumenti più “attivi” e più reattivi (tempo di recupero). Si misura in giorni.
Semplificando: qualsiasi strategia o programma di investimento mira a non perdere e salvaguardare il proprio potere di acquisto. Per questo servono strategie anche di lungo termine; difficile azzeccare il momento giusto per entrare sul mercato (direi che non c’è proprio…); ecco allora che il RP diventa un criterio importante nella costruzione del portafoglio per chi mal tollera oscillazioni negative: RP risponde alla domanda “quanto tempo serve al portafoglio a rivedere i massimi precedenti e quindi ad entrare in un’area di guadagno qualora l’ingresso sul mercato fosse avvenuto su livelli elevati?”
RIBILANCIAMENTO:
Significa aggiustare i pesi delle varie attività finanziarie presenti in portafoglio affinché siano in linea chiaramente col proprio profilo di rischio, ma anche e soprattutto per mantenere stabili e coerenti i vari asset pianificati in funzione dei diversi progetti di investimento. Le dinamiche di mercato possono serenamente trasformare anche in breve tempo un progetto di investimento a 5 anni nato 50% azionario e 50% obbl. in uno 70%/30% la cui dinamica ed evoluzione statistica sono profondamente diverse da quanto pianificato inizialmente.
Semplificando: Ribilanciare significa monitorare ed intervenire per rimanere coerenti con quanto programmato ed evitare “brutte sorprese”
“Il fattore chiave che determinerà il tuo futuro finanziario non è l'economia; il fattore chiave è la tua filosofia.”
Jim Rohn
D.B.
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