25/01/2022
Buongiorno a tutti, sono ancora convinto di come le nostre preoccupazioni debbano solo essere inerenti alla nostra salute e quella dei nostri cari; ciò premesso, vorrei darvi delle informazioni su quanto sta succedendo sui mercati in relazione allo scenario macroeconomico contingente.
I mercati in genere sono fortemente influenzati dai seguenti temi:
pandemia – inflazione e tassi di riferimento
Le trimestrali americane e non solo avrebbero dovuto produrre un clima più disteso sui mercati, ma il ribadire quotidiano su temi legati all’inflazione attesa ed il rialzo dei tassi (della Fed) ha avuto il sopravvento ed ha alimentato il nervosismo che si è tradotto in diversi saldi negativi.
Wall Street ha sofferto molto la settimana scorsa in particolare per i dati rilasciati da Netflix, probabilmente di stampo fortemente psicologico.
I listini europei hanno reagito meglio rispetto a quelli USA, forti delle parole della Lagarde, la quale si è espressa in merito alla diversità che hanno economia ed inflazione in Europa rispetto a quelle di oltreoceano, concludendo che non ravvisa al momento la necessità di un aumento dei tassi.
Ricordo come tassi di riferimento ed inflazione sono strettamente connessi: un aumento dei tassi serve per contenere la salita inflattiva (politica monetaria restrittiva), al contrario ridurre i tassi serve per produrre inflazione (politica monetaria espansiva).
Queste dichiarazioni sono molto importanti perché nel contesto attuale, un aumento dei tassi significherebbe un costo in più per le imprese (nostrane soprattutto) che, complice la pandemia, minerebbe ulteriormente i consumi (aumenterebbero ulteriormente i prezzi finali dei beni e dei servizi). E’ abbastanza chiaro che se aumentano i tassi, aumentano i costi dell’indebitamento.
La Bank of China sta stimolando il mercato immobiliare locale, tagliando i tassi, per favorire l’accesso ai mutui; gli indici cinesi salgono, spinti dai dati sul pil ben oltre le attese: 8.1% contro il 6% stimato da Pechino
Criptovalute: Bitcoin sceso al di sotto del livello dei $34 mila e in calo di oltre il 50% rispetto al massimo storico registrato solo due mesi fa.
Anche la situazione al confine russo-ucraino continua a penalizzare gli asset rischiosi, se il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha affermato che il Paese non ha intenzione di inviare truppe in Ucraina.
Forse eravamo abituati male, probabilmente ci eravamo scordati che i mercati possono correggere, ma credo che invece ci ricordiamo bene come ci siamo sentiti nel marzo 2020 quando tutto sembrava perso e compromesso. Bene, ricordiamoci quindi come ci siamo sentiti durante l’estate e poi alla fine del 2020, spesso sorpresi per risultati raggiunti.
Generalmente abbiamo fatto una pianificazione finanziaria robusta, incentrata su obiettivi e ponderata sul rischio, una programmazione che tenesse conto anche di eventuali correzioni del mercato (cosa peraltro abbastanza fisiologica ed in certi casi utile, se non necessaria).
Il fattore più importante che dà forma ai mercati azionari è la psicologia umana.
(Gerald M. Loeb)
D.B.
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