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C’è chi guarda al PROBLEMA e chi studia la SOLUZIONE


Cerco sempre di dare del VALORE AGGIUNTO ai miei Assistiti. Informandoli, ascoltandoli e definendo con loro un METODO di lavoro.

 L’attenzione mediatica, la sensazionalità, soprattuttto, sono concetti che mi hanno reso molto critico nel corso degli ultimi anni nei confronti di molti giornali, anche specializzati e blasonati ed i loro giornalisti...

Comunicare notizie concrete attraverso immagini e linguaggi forti, che intimoriscono... sembra questa la prassi... ci si limita a spaventare e, quando va bene, a buttare là “soluzioni” generiche “buone per tutti”. Mi chiedo: serve? Non credo.

 

C’è una questione MOLTO ATTUALE ed INTERESSANTE e sicuramente in futuro (forse molto prossimo) ognuno di noi dovrà FARE QUALCOSA per affrontarla:

 

Troppa giacenza sui conti correnti - cosa può succedere - cosa fare

 

Molti giornalisti vogliono fare un “fotografia”, ma si comunica solo una parte delle cause e delle conseguenze, ma soprattutto si OMETTONO (o non si conoscono) alcuni aspetti macroeconomici molto importanti che avranno molto più impatto sulle giacenze dei conti correnti. 

Spesso si legge di un sillogismo unico:

<<Ci sono troppi soldi sui conti, la BCE applica alle banche un tasso di -0.5% (se, anzi, QUANDO una banca deposita denaro presso la BCE, questo le viene “remunerato” a -0,5%), le banche aumenteranno i costi / spese sui conti correnti.

Queste Spese SONO LA PATRIMONIALE (IMPLICITA) che chiede la BCE. FINE>>

 

Come ci lascia un contenuto del genere? Che informazioni tangibili ci fornisce? Non vi sembra monco? Come ci dobbiamo comportare? Quindi?... Che valore aggiunto mi ha dato? Che spunti di riflessione ne traggo? Pochi o nessuno.

SONO QUESTE LE DOMANDE A CUI PROVO A RISPONDERE AI MIEI ASSISTITI Basta poco per rendere più costruttivo il discorso, credo, provando a definire un metodo attuativo in base alle conclusioni che traiamo congiuntamente.

 

Non difendo certamente l’operato delle banche, anzi invito a controllare periodicamente gli estratti conto per capire i costi fissi e variabili dei conti correnti. Molte banche applicheranno maggiori costi in futuro (lo stano già facendo) proprio per ovviare alla scarsa remunerazione che hanno i loro impieghi. A questo si aggiunge che il portafoglio di molte banche è ancora pieno zeppo di non performing loans (i crediti deteriorati, INESIGIBILI) che nel tempo hanno ridotto gli utili di alcune banche a livelli mai visti prima! (alcuni istituti importanti hanno chiuso il 2020 con 20/25 milioni di utile... quanto una buona pasticceria)

 

Leggo spesso di troppi soldi sui conti quindi le banche incentiveranno l’acquisto di titoli... ancora... linguaggio da anni 80... a cosa serve questa informazione, mal comunicata per altro?

 

Spesso la notizia viene trasmessa con una sintesi estrema:

Le banche aumenteranno i costi, quindi le banche vi costringeranno ad investire il troppo denaro che avete sui conti. Succederà in alcune realtà, lo so già, ma facciamo qualche altra riflessione...

 

Non ritengo che le banche non aumenteranno i costi, succederà, ma non è questo il PUNTO FONDAMENTALE su cui riflettere...

Invito pertanto a fare due considerazioni tenendo conto anche di questi altri aspetti:

 

La BCE ha un obiettivo di inflazione almeno del 2%. Ma cosa vuol dire? Significa che auspica un aumento dell’inflazione buona, provocato dalla circolazione del denaro, quindi dai consumi. 

Cosa sta succedendo a causa della pandemia? Le chiusure hanno ridotto drasticamente i consumi, molta liquidità si è accumulata sui conti correnti, complice un livello di apprensione molto maggiore delle famiglie, che fa tendere a spendere meno.

 

L’inflazione tuttavia sale, perché le sue componenti mica sono solo i consumi... ad esempio una componente è il costo delle materie prime... 

 

Fermiamoci un attimo adesso e pensiamo ad una altro tema:

Decreti ristori, prestiti a fondo perduto, tutte quelle manovre che i governi stanno mettendo in atto, sono moneta che dovrà rientrare nelle casse dello Stato. Non tutta certamente attraverso una imposizione fiscale più gravosa nei prossimi anni certo, ma in parte si. 

Basterà aumentare le imposte di successione e donazione (visto che siamo un paradiso fiscale rispetto al resto di Europa in questo ambito)? non penso.

Ecco che torna il tema della patrimoniale, o meglio detto: PRELIEVO FORZOSO...

Concreto o meno, vicino o lontano, è comunque una eventualità.

 

Se mi chiedete cosa ne penso, ribadisco che non credo in una sua imminente applicabilità, ma è SOLO una mia opinione.

 

Tiriamo le somme?

Alcune banche aumenteranno i costi sui cc

L’inflazione sta aumentando

Prelievo forzoso

Banche poco solide (abbiamo dimenticato il BAIL-IN? Se interviene, anche i cc con meno di 100.000€ sono bloccati fino alla conclusione della procedura!! Il fondo interbancario poi non ha soldi per tutti!!)

 

Quindi? 

Cerchiamo SOLUZIONI !! non spaventiamoci e basta.

 

In fin dei conti avere una giacenza importante sul conto, oggi, paradossalmente ma è pur vero, ci espone a RISCHI che, come sempre dovremo valutare e gestire...

 

E’ in questa ottica che andrebbero fatti ragionamenti.

 

Qualche banca aumenterà i costi... valutate se cambiare banca o utilizzare i canali on Line per minimizzarli (molti servizi sono o dovrebbero essere gratuiti o meno cari rispetto agli stessi effettuati allo sportello)

 

Rischio eventuale di un prelievo forzoso... la cosa è più seria, forse, se a ciò uniamo l’unico rischio CONCRETO, l’unica CERTEZZA: l’INFLAZIONE in aumento, che inesorabilmente erode il nostro capitale in giacenza.

 

NON DOBBIAMO INVESTIRE perché TEMIAMO che le banche aumentino i costi, né tanto meno perché l’inflazione ci farà perdere in termini di potere di acquisto, DOVREMMO INVESTIRE solo perché PIANIFICHIAMO le nostre spese, solo perché coscienziosamente ci facciamo supportare da qualcuno che fornisca tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno per gestire il proprio denaro, a partire da una analisi del patrimonio complessivo, delle coperture assicurative di cui abbiamo bisogno per la salute, per i propri immobili, per la famiglia, per i PROGETTI che abbiamo.

 

E’ chiaro che una parte del proprio denaro dovrà restare sul conto, ci serve per vivere, per le spese quotidiane, non possiamo fare altrimenti. Ma non permettiamo a ciò che non si conosce, o si conosce poco, di limitarci, perché è quello che succede. La mancanza di informazioni o peggio informazioni distorte o mal fornite ci spinge a non scegliere o a fare scelte sbagliate: 

lascio tutto sul conto perché i mercati perdono (tutti? Sempre? Quanto conosci dei mercati? Esistono soluzioni poco rischiose? Conosciamo le risposte a queste domande?)

Prendo i soldi e li tengo in casa (che male c’è? Basta valutare le conseguenze: non tanto solo un possibile furto, anche una richiesta da parte delle autorità competenti sul motivo di uno o più prelievi importanti: basta giustificarlo, non è vietato prelevare molto denaro, bisogna però motivarlo ed anche “voglio tenerlo in cassaforte” può essere addotta come motivazione sapendo che la norma inerente l’antiriciclaggio e la tracciabilità dei pagamenti ci esporrà a maggiori controlli. Arrabbiamoci pure ma è così che va)

Lascio sul cc perché non si sa mai. (Cosa non si sa mai? Quali rischi intendi gestire con la liquidità che hai sul conto... é più conveniente tenere i soldi sul cc rispetto a cosa? Esistite una polizza che copra il rischio a cui sto pensando? Quanto costa?)

Voglio il denaro sempre disponibile. (Esistono forme prudenti (valutandole) che non vincolino il mio denaro?)

 

Da ultimo: non mi interessa né di inflazione né di un prelievo forzoso. Lascio quanto voglio sul conto. E’ una scelta, condivisibile o meno ma è una scelta. Tuttavia una domanda ci si deve comunque porre: quanto è solida la mia banca?

 

Chi ha tutte le risposte è un guru, un “bravone”. Io non le ho, so di non averle, ma posso aiutare a fornirne alcune attraverso le informazioni di cui dispongo.

 

Facciamoci sempre delle domande, cerchiamo risposte, informiamoci. Spesso esistono alternative a cui non abbiamo pensato semplicemente perché non le conosciamo.

Non viviamo nel timore che succeda qualcosa, proviamo a prevederne le conseguenze ed agiamo per EVITARE di SUBIRE DANNI

Dario Biondi

fonte il corriere.it


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